Il mondo della ceramica è molto vasto e può creare grande confusione.
Proviamo a fare insieme un po ‘ di chiarezza tra tutti questi termini.
Nel mio corso di Ceramica Base parto proprio con questa distinzione e mi soffermo molto sulle varie tipologie di impasti ceramici, perchè penso sia fondamentale conoscere i materiali con cui si lavora.
Anche se siamo alle prime armi, perchè dal materiale di partenza dipende tutto ciò che avverrà in seguito.

Che differenza c’è tra argilla e ceramica?
Argilla e ceramica non indicano la stessa cosa.
Sebbene la parola Ceramica che deriva dal greco Kèramos, ovvero argilla o “terra da vasaio” ha in sé proprio il termine argilla.
Questo perché una ceramica è costituita da argilla, quindi con Ceramica ci riferiamo genericamente ad un manufatto costituito da un impasto ceramico che ha come componente l’argilla, che in seguito al processo di cottura si trasformerà in ceramica.
Quando sentiamo parlare di terracotta, creta, gres, porcellana, maiolica o argilla siamo sempre nel mondo della ceramica.
Le differenze riguardano la composizione chimica dell’impasto utilizzato.
Per essere ancora più precisi dobbiamo dire che l’argilla è una delle tre componenti principali che costituiscono un impasto ceramico. Le altre due componenti sono la Silice ed i Feldspati.
Dalla differente composizione chimica degli impasti ne conseguono varie differenze come ad esempio la temperatura a cui questa viene sottoposta durante la cottura o il risultato finale come ad esempio un manufatto poroso o compatto.

Quali sono i passaggi dall’argilla alla ceramica? trasformazione dell’argilla in ceramica
L’argilla per diventare ceramica passa attraverso vari stadi che coinvolgono la sua trasformazione da impasto morbido a manufatto in ceramica. Scopriamo insieme quali sono.
Stato plastico
L’argilla in questo stadio grazie alla presenza dell’acqua nella sua composizione ci permette di lavorare con varie tecniche di modellazione, manuali, al tornio.
Durezza cuoio
Successivamente il pezzo inizierà ad asciugare, e quando saremo arrivati alla durezza cuoio potremmo procedere con la rifinitura.
E’ importante sapere che il grado di rifinitura che diamo al nostro oggetto crudo, lo ritroveremo quando uscirà dal forno cotto.
Terminata la rifinitura a durezza cuoio si lascia asciugare il pezzo. Prima di procedere alla fase di cottura è importante che questa fase sia completa.
In questo stato possiamo procedere con la finitura a secco, in questo stadio il manufatto è fragilissimo quindi bisogna fare molta attenzione nel maneggiarlo. A questo punto siamo pronti per la cottura, è importante sottolineare che fino a quando il pezzo non viene cotto posso utilizzare nuovamente l’argilla se ad esempio il pezzo si rompe o non ci soddisfa possiamo riciclarlo immergendolo in acqua e poi riportandolo allo stato plastico.
Cotta
A questo punto terminato il lavoro di rifinitura possiamo procedere alla cottura. Possiamo avere sia una monocottura o si può scegliere di lavorare in doppia cottura.
Solitamente la scelta ricade sulla doppia cottura se abbiamo dei pezzi smaltati, perchè dopo la prima cottura siamo agevolati nell’applicazione dello smalto, in quanto sebbene sia possibile applicare lo smalto sul pezzo secco questo può generare più problemi.
Il manufatto dopo la prima cottura prende il nome di biscotto, in questo momento anche se lavoriamo con grès e porcellana ( anche detti impasti compatti o da alta temperatura) il manufatto è poroso e questo ci agevola nell’applicazione dello smalto.
Successivamente è necessaria una seconda cottura, che permette al rivestimento di aderire in maniera definitiva al nostro manufatto. Questa coesione, derivante da processi chimici irreversibili, porta alla realizzazione dei manufatti ceramici.
Al termine di questa fase di cottura dove il materiale viene portato al suo punto di fusione possiamo finalmente parlare di ceramica!
La nostra argilla è diventata ceramica.

Come si forma l’argilla e le varie tipologie di argille
Le argille sono rocce sedimentarie, che idratate diventano plastiche. Si sono originate in seguito all’azione disgregante dell’acqua su rocce silicatiche, a cui può essere seguito un trasporto con successiva sedimentazione.
Infatti possiamo parlare di argille primarie e secondarie.
Si definiscono primarie le argille che sono rimaste sul luogo stesso della loro formazione, in prossimità della roccia madre, senza subire trasporto e che, di conseguenza, sono state meno soggette a inquinamenti.
Per le argille secondarie, invece, il processo di formazione ha previsto anche fasi di trasporto e di sedimentazione.
La composizione di tali argille risulta pertanto influenzata dalle modalità con cui queste fasi avvengono.
Rispetto a quelle primarie hanno generalmente dimensioni inferiori e maggiori quantità di impurezze. Possiamo avere varie tipologie di minerali argillosi. Come ad esempio, l’’illite, la caolinite, la montmorillonite.
Quali sono le principali tipologie di impasti ceramici e le loro differenze
Come anticipato esistono diverse tipologie di impasti ceramici, infatti è molto probabile che abbiate sentito parlare di Porcellana, Grès Terracotta.
Quali sono le differenze?
Queste varie tipologie sono tutte definibili ceramiche, ma ognuna di queste ha delle caratteristiche specifiche legate alla propria composizione. Una prima classificazione che si può fare degli impasti ceramici è la seguente:
Impasto Semplice
Costituito da materie prime già associate in natura, è questo il caso delle terre rosse o delle faenze.
Impasto composto
Miscela di materie di diversa provenienza.
Solitamente appartengono a questa categoria il grès e le porcellane. Le tre componenti principali che le costituiscono : argilla, feldspati e silice vengono raccolti separatamente ed assemblati successivamente.
L’ulteriore classificazioni che possiamo fare è la seguente:
Basse Temperature
sono tutte quelle tipologie d’impasti, terra rosse, faenze, terraglie che cuociono ad una temperatura ultima che va dalle 980 ai 1100 gradi
Alte Temperature
In questa categoria rientrano tutti gli impasti che cuociono in un range che va dai 1200 ai 1300 gradi.
Fanno parte di questa tipologia i Grès e le Porcellane.
Impasti Porosi
Si definiscono impasti porosi tutti quelli impasti che a fine cottura presentano sebbene siano coese delle porosità interne, quindi assorbono acqua, gli impasti da bassa temperatura rientrano in questa categoria.
Impasti Compatti
Si definiscono invece compatti gli impasti che a fine ciclo di cottura presentano una bassissima porosità residua e risultano quasi del tutto impermeabili.
Fanno parte di questa categoria i grès e le porcellane, quindi in generale tutti gli impasti da alta temperatura.
La porosità viene riempita in fase di cottura in seguito al fenomeno di greificazione. I feldspati fondendo danno origine ad una fase liquida che in raffreddamento genera la fase vetrosa.
Durante i miei corsi faccio utilizzare come impasto il Grès quindi un materiale da alta temperatura.
Avrai già intuito che la diffusione di una tipologia di materiale rispetto ad un altro dipende dalla sua reperibilità nel territorio.
Non a caso infatti in tutto il bacino del mediteranneo sono molto diffuse le maioliche, cioè materiali da bassa temperatura.
Mentre le alte temperature sono più diffuse in Asia e nel Nord Europa.Proprio perché in queste zone è più facile reperire i materiali necessari alla composizione di questi impasti. Non a caso la Porcellana arriva dalla Cina, in Europa siamo riusciti a formularla solo nel 1700!
Ma questa è un’altra storia che ti racconterò nei prossimi articoli.
Qui si conclude questo primo approfondimento sui materiali che si utilizzano per creare dei manufatti in ceramica.
Grazie per essere arrivato fin qui, a questo punto dovresti padroneggiare le differenze che esistono tra i vari termini.
Se vuoi condividere con me le tue riflessioni scrivimi pure a info@angelicalucchetti.com.


